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Disability studies: continuano gli incontri

Il 12 novembre 2014, alcuni rappresentanti del Comitato promotore della Fondazione di partecipazione LE.ALI Sostegni onlus si sono incontrati con il professor Giuseppe Vadalà, co-autore di Disability Studies.

La prima parte dell’incontro è stata dedicata alla presentazione del Comitato, il racconto della sua nascita, i principi, gli scopi; in particolare è stata presentata la figura del monitore con la possibilità concreta di mantenere, proprio attraverso questa figura, lo sguardo genitoriale anche nel Dopo di Noi.

Si è condiviso il bisogno di operare a favore di una nuova cultura sulla e per la disabilità, non più medicalizzata, ma orientata a creare una rete sociale inclusiva capace di accogliere ogni tipo di disabilità e orientato a valorizzare tutte le potenzialità e non a sottolineare le mancanze.

Il professor Vadalà ha portato numerosi esempi di come la logica medico-riabilitativa, anche se ha la sua importanza, sia solo una parte nella storia della persona con disabilità e come diventi importante rinunciare a questa tipologia concettuale a favore di una concettualizzazione più sociale fondata sui diritti di tutti. L’handicap è determinato dai limiti ambientali e sociali e non dalla gravità come, invece, si è soliti considerare.

Questo cambiamento culturale deve essere compiuto nelle piccole azioni del quotidiano in tutti gli ambienti di vita. La logica attuale ha portato la persona con disabilità a seguire percorsi pre-definiti, pre-organizzati, ma pur sempre isolati e separati dagli altri percorsi di vita, quelli cioè seguiti da tutti i cittadini fondati sul diritto all’autonomia, all’autodeterminazione, alla cittadinanza, alla partecipazione, alla vita adulta, ecc. In effetti, è raro che una persona con disabilità abbia l’opportunità di sperimentare “l’imprevisto”, perché ci sono poche opportunità di vivere la “normalità”, anche come esperienza negativa: i pulmini per i disabili, le corsie preferenziali, la classe per il sostegno, creati per aiutare, sono invece diventate occasioni di separatezza e di diversità.

E’ stata sottolineata l’importanza della scuola come luogo privilegiato per il cambiamento culturale, perché è nella scuola che si pongono le basi e si costruiscono nuove logiche concettuali e del fare, è nella scuola che le persone con disabilità e i loro genitori possono trasmettere l’esperienza e la cultura del “fare” buone prassi di “cura”, nel senso dell’aver cura di costruire ambienti veramente inclusivi.

Al termine dell’incontro, il prof. Vadalà ha condiviso lo spirito del Comitato e si è reso disponibile a un percorso di formazione sui temi dell’inclusione sociale rivolta a genitori/operatori.

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